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PROGETTO

Alessandra Castelbarco

Marco Di Nallo

Chiara Girolami

DIREZIONE LAVORI

PLUS ULTRA studio

IMPRESA

Edildesign 

FALEGNAMERIA

Woodlab di Vanni Verri

e Davide Noli

LUOGO

Milano (MI)

Cronologia

Progetto 2020-2021

Realizzazione 2022

PROGRAMMA

Ristrutturazione e

arredo su misura

superficie

300 mq

Testo

Il progetto interviene su un organismo esistente ridefinendone la struttura spaziale attraverso un’operazione di sottrazione e riallineamento che agisce in profondità sulla pianta dei due livelli. In questo processo, l’assetto distributivo viene rifondato: la zona giorno è collocata al piano superiore, più luminoso e aperto su un doppio affaccio, mentre la zona notte viene trasferita al livello inferiore, invertendo completamente la logica originaria dell’appartamento.

L’impianto iniziale, frammentato e gerarchicamente rigido, è stato completamente ripensato: le partizioni vengono ridotte, gli assi visivi liberati, e i due fronti finestrati opposti — precedentemente disgiunti — vengono messi in relazione diretta, generando una nuova continuità percettiva e luminosa.

La trasformazione non si limita a una redistribuzione funzionale, ma costruisce una diversa qualità dell’abitare. La luce diventa materia di progetto: attraversa lo spazio senza interruzioni, lo misura, ne rivela le profondità e ne amplifica la percezione. I due livelli dialogano ora come un unico dispositivo spaziale, in cui pieni e vuoti, aperture e attraversamenti concorrono a definire un sistema coerente.

La nuova configurazione planimetrica nasce quindi come gesto critico nei confronti dello stato di fatto: non un adattamento, ma una riscrittura. Ogni elemento è ricondotto a un principio di essenzialità, dove la riduzione formale consente allo spazio di emergere nella sua dimensione più pura.

Materiali, forme e superfici sono trattati con continuità, privilegiando una grammatica controllata, capace di sostenere il carattere unitario dell’intervento e trarre valore dalla luce naturale. In questo senso, il progetto si costruisce come un equilibrio tra matericità e intenzione percettiva.

 

Lo spazio si struttura attraverso una sequenza di quinte a diversa permeabilità e dispositivi integrati che assorbono le funzioni di servizio, riducendone la presenza a favore di una maggiore continuità percettiva. Alcuni elementi introducono soglie e variazioni di profondità: un rivestimento a scena unica genera uno sfondato illusorio nella zona pranzo, mentre pannelli scorrevoli in vetro satinato cannettato agiscono come diaframmi mobili, filtrando la luce naturale e modulando la relazione tra gli ambienti. Una libreria sospesa definisce un ambito più raccolto senza interrompere la continuità luminosa, lasciando che lo spazio si costruisca come un campo attraversabile, in cui un paesaggio di oggetti domestici partecipa alla definizione della scena.

Il progetto non risiede solo in una trasformazione distributiva, ma in un’operazione di chiarificazione: un lavoro sullo spazio come campo aperto, attraversato dalla luce e restituito a una nuova leggibilità.

Foto
Disegni

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