1/9

La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, nella sua configurazione architettonica e nella intensa espressione di una temporalità sospesa carica di memorie, sembra naturalmente riflettersi e interrogarsi in quella poetica di tempo, di tracce e di revenance che è propria dell’opera di Roberto Ciaccio e di tutto il suo percorso. Gli elementi della sala, nel ritmato scandirsi di cariatidi, specchi, finestre, inducono musicalmente intervalli spaziali e temporali che assecondano il percorso e la percezione del luogo. Si tratta appunto di “intervalli” che spazialmente descrivono il luogo nei suoi ritmi essenziali, riecheggianti dalla serialità delle grandi lastre, aprendo spazialità reali e illusorie al tempo stesso nel dialogo dei riflessi delle superfici specchianti.

“Il disporre prepara per le cose la possibilità di appartenere a qualche luogo

e a partire da questo di porsi in relazione fra loro.” 

[M. Heidegger, L’Arte e lo Spazio]

Luci e ombre, materiali e riflessi, altezza e profondità, aperture e soglie sono gli elementi del progetto di allestimento sviluppato in stretta sintonia con l’artista ma successivamente non realizzato.  Due grandi pareti composte da lastre di ferro e inchiostri sono poste nei pressi dei due ingressi alla sala e costituiscono allo stesso tempo uno sbarramento visivo e una soglia di accesso. Al centro un lungo tavolo in ferro è utilizzato come bacheca per le piccole opere su carta; ai suoi piedi una serie di lastre di rame lucidato riflettono l’architettura della sala e conducono il visitatore verso i due pianoforti, posti su due palchi in rame, per l’esecuzione del concerto Mantra di Karlheinz Stockhausen. Dietro i pianoforti una grande parete composta da lastre in ferro fa da quinta e separa dal resto della sala, caratterizzata da opere su carta e lastre di rame. Questa seconda parte della sala si presenta come una sorta di radura, più luminosa e meno densa rispetto alla parte iniziale. Sull’angolo della sala otto opere su lastre di rame sono collocate al di sopra del primo ordine di cariatidi: un nuovo fregio che interagisce con l’architettura esistente e che pone un accento, quasi musicale, all’intera composizione.

 

Sulla parete sud-ovest i grandi fogli di Revenants, appositamente creati per l’occasione, sono disposti in una sequenza serrata che lascia degli intervalli in corrispondenza degli specchi della sala; per sottolinearne l’assenza un foglio di rame è posto ai piedi dello specchio. Sulla parete opposta le lastre in ferro sono disposte perpendicolarmente alla parete, a distanze e altezze diverse, in modo da creare interazioni differenti con gli specchi della sala attraverso visioni reali e illusorie.

Il disegno del progetto di allestimento è stato accompagnato dallo sviluppo del disegno dei supporti per le lastre di metallo e i fogli di carta prodotti dall’artista. La ricerca si è orientata verso lo studio di una struttura in profilati metallici modulare che consentisse di disporre le opere a diverse altezze e accoppiate fronte-retro. Per sostenere il peso delle lastre metalliche è stato progettato un profilo composto che garantisse una portata sufficiente e un risultato visivo che non interferisse con la natura delle opere.

Mostra a cura di Remo Bodei, Kurt W. Forster, Arturo Schwarz

Courtesy: Roberto Ciaccio, www.robertociaccio.com

Foto: © Davide Comelli

IDEAZIONE

Roberto Ciaccio

PROGETTO

Roberto Ciaccio

Alessandra Castelbarco

Marco Di Nallo

PROGRAMMA

Allestimento

e grafica

LUOGO

Sala delle Cariatidi,

Palazzo Reale

Milano (MI)

CRONOLOGIA

Progetto 2011

Please reload

DOVE SIAMO

SEGUICI

Via A. Maffucci, 40

20158 Milano (MI)

Strada San Bartolo, 63

61121 Pesaro (PU)

+39.02.36557854

info@plusultra-studio.com 

This website was handmade with care

|  © 2019 plusultra-studio.com  |